Abbandono - Poesia e Dintorni

 
  

Abbandono

Roberta
Poesia introspettiva
del 02/06/2010   95 visite   10 voti
 
  

Io sono

(moto dell’esistere)

e plagio cieli ostili

alla  lieve soavità dell’essere.

Io sono

nel distacco dalla terra

che nuda e fredda

alla quiete mi chiama.

Nel mare calmo del credere

io voglio

e l’acqua scorre su di me

tiepida e buona.

Io arrivo

dove le spiagge

non nascondono candori

e il sole ride soffice e sicuro.

 

Nel viaggio impervio

dalla morte al canto io cresco

in ritrosi accadimenti

e strani

ai quali mi abbandono.



Note dell'autore

 
 
 

I commenti

Salve

Pablo Cesare il 8 ago 10 16:00 ha commentato:

Molto bella..voto meritatissimo.

Commento 14622

Roberta il 13 lug 10 8:56 ha commentato:

In risposta al commento:
lieve soavità... :

Sì, occuparmi di poesia come sto facendo certamente mi aiuta in attesa della partenza oltreoceano verso la vera serenità.

Gli eventi che stiamo preparando mi riempiono le ore dell'attesa.

lieve soavità...

ester il 5 lug 10 1:24 ha commentato:

... è l'impressione che mi accompagna e mi resta di questo magnifico canto!
Indubbiamente Bruno Mancini ha già snocciolato tutto ciò che di meglio si poteva esprimere e concordo, ribadendo che queste tue sensazioni di quiete, di conquista, di leggerezza restano e contagiano positivamente chi ti legge. Grazie!

Commento 13621

Franco Maccioni il 16 giu 10 14:28 ha commentato:

Mi piace...un'altra bella poesia..."... e l’acqua scorre su di me/tiepida e buona..."...e questi versi ti emozionano! Meriti anche il voto...ciao

Commento 13274

Isola il 5 giu 10 15:18 ha commentato:

Una poesia che con pacatezza è portatrice di forti affermazioni del tuo esistere nel "bene". La chiusa è sfida alla morte,e un tentativo di rovesciamento di quel "moto dell'esistere " che da unidirezionale, si fa restrospettivo e tretroattivo. Pensiero geniale,nella sua illusorietà . Una Roberta diversa, complessa, per me bravissima.

Commento 13251

tiziana mignosa il 4 giu 10 17:23 ha commentato:

Sì, mi è piaciuta molto!

Commento 13230

comeicinesi il 3 giu 10 21:11 ha commentato:

“Abbandono” è una poesia per te del tutto nuova stilisticamente e forse anche per quanto riguarda una certa dose di "non alienazione" della realtà dai versi.
Si legge, infatti, con maggiore limpidezza il tuo pensiero, oltre che le tue sensazioni e quasi ci si accorge che i versi sono aderenti alla realtà e che la rappresentano in maniera esplicita ben più e meglio di quanto non sia stato realizzato in alcune precedenti composizioni liriche.
Di conseguenza, poiché questa tua poesia si distacca a mio avviso da tutta una serie di precedenti componimenti, sono sicuro che essa fungerà da apripista per un nuovo filone nel quale avrai minori difficoltà a comporre altre poesie in quanto il sistema qui proposto, essenzialmente descrittivo-intimistico, ammette una veloce scrittura: la penna ti scivola in un olio profumato.
Sì mi piace per due motivi, uno perché la vedo innovativa e libera da estremizzazioni che hanno spesso reso altre tue poesie troppo chiuse, quasi emetiche, e poi mi piace perché si legge una forza impositiva "positiva" molto efficace.

Detto questo, vorrei proporti una breve riflessione sulla tecnica dicendo che a mio avviso nessun tipo di elaborazione stilistica è male in assoluto, mentre, invece,il bene e il male consistono nella giusta o scorretta realizzazione delle evoluzioni proposte.
Sempre, quando ci si vuole confrontare con una nuova realtà, anche di scrittura, si parte all'avventura e non si dà conto alla veste da indossare così come avviene quando d’improvviso si decide di partecipare ad una festa in piazza.
Nel proporre un tema stilistico è tuttavia necessario affrontare con molta cautela e attenzione le insidie che esso nasconde ed in questo “Abbandono” tu, ad esempio, proponi una ripetizione di incipit per gruppi di versi
«io sono»
«io voglio»
«io arrivo»
e detti tempi, attraverso queste affermazioni, decisi e indiscutibili e allora... come se stessi scrivendo in quartine o in rime baciate devi dimostrare la tua perizia anche assegnandoti ed affrontando regole non scritte per corredare di una evidente simmetria il poema e forgiare una struttura adatta alle tua idea.
Bada bene che la simmetria si ottiene anche mostrando capacità di confusione, ma non certo parzializzando la confusione solo dove non si è in grado di fare altrimenti.

... e poi

<Nel viaggio impervio
dalla morte al canto io cresco>

chiede solo un inchino!

Commento 13226

domenicabramo il 3 giu 10 10:47 ha commentato:

_________________________-***


Sa di un desiderio,
di una possibilità
che vuole essere:
presente e futuro.

Scrivi sempre
delle buone poesie.


Brava.


ciao
,domenica

Commento 13215

Angelo Pinto il 2 giu 10 19:35 ha commentato:

Io credo che quando una poesia si riesce a leggere e rileggere per comprenderne il senso o i sensi che ad ogni lettura possono variare, non può che essere ottima poesia.

Commento 13206

Roberta il 2 giu 10 12:15 ha commentato:

In risposta al commento:
molto bella:

Grazie massimo, mi fa onore avere un affezionato lettore come te.

Commento 13205

Roberta il 2 giu 10 12:15 ha commentato:

In risposta al commento:
Commento 13202:

Perdonami ma credo non sia da tutti plagiare il cielo dove Plagio: il reato di chi, sottoponendo taluno al proprio potere, lo riduce in totale stato di soggezione. Grazie per il commento

Commento 13202

Pik-one il 2 giu 10 12:03 ha commentato:

La prima persona, credo, non si addice a questa pur privata inquietudine versatoria che libera gli intenti ... la strofa in chiusa l'eccezione. Non è forse di tutti quel disperato bisogno di copiare il cielo?
E ci si abbandona seppur per un istante ...

molto bella

massimo il 2 giu 10 9:34 ha commentato:

cerca di ritrovare sempre in questo modo la tua vena, come sempre è un piacere leggerti