Giocando d'azzardo
T’eri dissolto
in avanguardie di ragioni
porte scassinate dall’incuria-
dove ogni andare
era un cerchio di vili intenti
senza uno spazio piano
per saltare
il meridiano dell’errore.
Non eravamo numeri interi
e non cercavo più
i luoghi dell’essere stati-
troppo densi di similitudini- noi
plurale promiscuo
di silenzi pronunciati forte
collisione di vite affini.
Giocavamo a dadi
con numeri irrazionali
in una scacchiera bugiarda
che ci dichiarava vincenti
barando sui decimali.
Note dell'autore
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