E così fu l’inizio
Era la mattina del 7 gennaio 1961, quando una giovane coppia, lui Alfonso, di anni 31, impiegato presso una impresa americana in Italia, e lei Benedetta, di anni 28, insegnante di inglese, dopo aver consumato con i familiari le feste natalizie, erano sul molo del porto di Napoli aspettando il loro turno per imbarcarsi. Il boom economico cominciava a farsi sentire in Italia, ma non dappertutto, al sud le condizioni erano sempre disagevoli Comunque questo non era importante, poiché quella coppia, stava inseguendo un sogno, il sogno americano. Gli States, nonostante vivesse le contraddizioni del Maccartismo, e del razzismo erano sempre una fonte di attrazione affascinante per quella coppia, che per esigenze di lavoro aveva fatto della sua lingua il proprio pane. Ed fu tanto il loro entusiasmo che , successivamente , non si peritarono mai di insegnare alla loro figlia una sola parola della lingua natia.
Il viaggio non li spaventava , era solo una parentesi, uno spazio temporale dove pensare, elaborare la grandezza degli spazi , delle opportunità che avrebbero avuto a portata di mano. Era questo il loro sogno, la loro vita, e non si spense nemmeno quando arrivati a New York le cose cominciarono a mostrare il loro vero volto, un volto gretto, un volto meschino, che smentiva le loro aspettative, soprattutto ribadiva che ogni posto era paese. Un anno prima, Ernesto, mio zio, si era trasferito in Inghilterra, e spesso ribadì come le aspre difficoltà, la diffidenza, il freddo disinteresse da parte dei locali, insieme alle azioni infami dei propri conterranei, fossero fonte di amarezza per lui. La loro vita fu molto difficile e successivamente negli anni confessò che spesso pensava di rimpatriare. Ma la giovane coppia negli States la vedeva diversamente, erano sempre pronti ad affrontare la sfida giorno dopo giorno, perché il loro sogno si avverasse, e anche quando ebbero il dolore di perdere appena nata la piccola Mary Jennifer questo non spense il loro ardore per quella terra.
Le difficoltà bussarono alla porta quando, per esigenze della ditta per cui mio padre lavorava, ed era emigrato invece di progredire fu retrocesso di mansioni e spedito a Boston.
E lì, in un freddo pomeriggio del 5 Luglio 1966, aprì la sua finestra sul mondo la piccola Ann Mary Jennifer Cordero Spina.


