filastrocca - Poesia e Dintorni

 
  

filastrocca

CaterinaVetrano
Poesia dialettale
del 29/07/2010   54 visite   0 voti
 
  

"Stanotte mi sugnavu ch' era iornu,

pigghiu la falci e minni vaiu a'llavurari

mi curcu sutt'un pedi di cutugnu,

stennu la manu e cogghiu un granatu.

S'affaccia la padruna delli fica

Birbanti chi mi cogghi la scirasa?”

Pigghia n'a petra me la tira nd'illu ditu

lu sangu mi curriu ind'illu nasu"

Stanotte ho sognato che era giorno,

prendo la falce e me ne vado a lavorare

mi sdraio sotto un piede di cotogno

allungo la mano e colgo un melograno

Mi vede la padrona dei fichi

Monello mi stai rubando le ciliege?

Prende una pietra, tira colpendo un dito,

e il sangue inizia a scorreremi dal naso..

Anonimo.

cara Gianna un grazie va a te! ho osato in  siciliano  fra i miei  ricordi!


Note dell'autore

quando le parole scombinate danno una musicalita' tutta originale ad una semplice filastrocca dei tempi andati... so solo che e' un piacevole sciogli lingua, illogico ma con un suo senso...logico.. far sorridere e confondere al tempo stesso. non ho avuto nonni...(che sfiga!) ma un padre che ancora oggi ha ricordi ben lucidi e mi tramanda le tradizioni della mia terra sanguigna, solo quella, in Sicilia non ci sono nata... chissa' magari qualcuno qui...ne ricorda le parole e magari anche le origini... un menestrello o cantastorie di quel tempi... ho fatto ricerche ma nulla trovai!(restiamo in tema) ciao!!

 
 
 

I commenti

:-))

CaterinaVetrano il 31 lug 10 18:04 ha commentato:

In risposta al commento:
Commento 15146:

e quanto mi piacerebbe scoprirne la ragione del suo esistere oltre a romper il capo con l'illogicita'..
ciao

Commento 15146

Angelo Pinto il 29 lug 10 19:37 ha commentato:

Indubbiamente, come dici tu, questo testo è stato scritto (o tramandato oralmente) per far sorridere e confondere.