Lettera
E viene fin quassù il vento,
su questo clivo autunnale
che mi conforta
come padre forte e grato
Sotto il castagno dorato
leggo le tue rime
mio dolce amore
...e sono albero anch'io adesso,
albero spoglio
e scheggiato
dal dolore del tuo addio
e mi ammazza
-come ignara formica sul cemento-
questo incendio di pena
...ed ero aquilone
che sussurrava il tuo amore da lontano,
ero brezza ...
vagito dell'ovest
e cavallo forestiero
di un prato di fortune!
Muto rincorro
le ultime parole
di quest'epistola infernale
che annulla come panno crudele
il respiro degli angeli
e muoio
-come guerriero sconfitto
nella terra dell'infamia-
solitario...
nella taverna
di un pianto d'amore...


