“Tangere”
E mi ricordo ancora,
quando in primavera fiorivano le viole
tu che stavi fermo ad ascoltare il mare
con tanta voglia di lasciarti andare.
trasportato da quelle onde
sentivi parole dolci e appassionate
come mazzetti di fiori raccolti in poco tempo
poi offerti insieme al cielo in balia del vento
gesti semplici per ritornare a vedere
quel luogo dove le viole continuano a sbocciare
coglierne una portandola poi a riva
suggellando quel patto che amarci e' vita
vita che scorre piano
storie di giorni leggeri nella mente
prendi la mano che ho teso come d'incanto
posandola fra labbra che si parlano teneramente.
31luglio 2010
http://www.youtube.com/watch?v=Nh5vrEKheH0&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=JAzgANpo4d4&feature=related
vi prego di ascoltare
seguendo i link..
Note dell'autore
le sensazioni provate stando qualche giorno sul Gargano, e che ha Lasciato "Vieste", nel mio cuore e gli Agricantus sono in grado di trasmettere quelle emozioni che nel silenzio, osservando, vivendo, assaporando io ho provato... mentre "Eugenio" me li ha fatti toccare con mano...
Altri scritti dell'autore:
Milano e L'Agosto , (non ti conosco)
Leggenda Metropolitana (bisogna credere sempre)
Poesia, Poesia, sembra Che Non Ci Sia


