Anche se la prosa è un’orfanella… io ci riprovo e sarò breve! - Poesia e Dintorni

 
  

Anche se la prosa è un’orfanella… io ci riprovo e sarò breve!

ester
Racconto breve
del 27/04/2009   136 visite   3 voti
 
  


Il fascino delle colline

 

 


Brano composto per gioco, per il seguente incipit:
"Filippo fischiò dalla strada alle tre del pomeriggio. Mi affacciai alla finestra. Gridò - arrivano -"
[tratto da “Gli zii di Sicilia” di Leonardo Sciascia]




Filippo fischiò dalla strada alle tre del pomeriggio. Mi affacciai alla finestra.
Gridò - arrivano -.
Non potevano scegliere un’ora migliore, pensai, magari un po’ più fresca, considerando il luogo e la stagione?
L’agosto infieriva con il suo abito migliore, in accelerata verso il giorno dell’Assunta e le case, affacciate sul mare, erano arse dalla luce.

L’evento era attesissimo. Se ne parlava ormai da settimane, da quando, cioè, il primo allocco del paese raccontò del suo avvistamento. Poi fu la volta di Tonio, il giorno che dai campi si ritirò prima del tempo, eccitato e trafelato per la corsa. Tonio godeva di maggiore credibilità e la notizia fece presto il giro del paese, rotolando da una bocca all’altra come un boccone di neve che s’ingrossa via via.

Nei giorni successivi tutto parve chetarsi, finché i visitatori spuntarono di nuovo. Furono visti scivolare rumorosamente lungo la provinciale, fino al campetto di Tonio.
Lui non era presente, ma la cosa parve irrilevante e si fecero tranquillamente gli affari loro, da padroni, avvezzi a prendere possesso dei luoghi, come cosa dovuta, quasi la loro presenza fosse un premio da ricevere a braccia aperte, con gratitudine ed ossequiosa accondiscendenza.

Da lontano, i curiosi, timorosi e privi d’invito, osservavano senza uscire allo scoperto, furtivi come ladri, relazionando tutto come spie.
Quando scomparvero di nuovo dalla scena, a Tonio restò l’onore e l’onere di ripulire il suo terreno e rimediare alle devastazioni provocate dagli ospiti. Ma tacque, certo di aver meritato un pubblico riconoscimento e confidando in una, se pur lontana, cospicua ricompensa.

La successiva apparizione fu sul fianco del colle, sul morbido pendio erboso, ottimo terreno da pascolo. Ed i curiosi intorno, impossibilitati ad avvicinarsi per via della recinzione.
Accadde che il padrone del terreno, un anziano abitante dell’unica frazione del piccolo borgo, venisse contattato d’urgenza dal sindaco in persona, per stipulare un contratto d’affitto a tempo indefinito e per un progetto importante. Discusse un po’ sul prezzo, da buon montanaro, poi, badando ai suoi interessi, firmò il contratto.

Giunse finalmente anche il gran giorno. Eravamo stati convocati tutti, con un minimo di anticipo, in Piazza della Rocca, per le quindici in punto.

Filippo, non vedendomi arrivare, era venuto a cercarmi, ma io non avevo nessuna voglia di uscire. Con lo sguardo, rallentato dagli effetti del vino bevuto a pranzo, carezzavo la curva della schiena di Sonia, che riposava, scompostamente tranquilla, sul divano. In quel momento nessun altro progetto mi parve più interessante.
Cercai di spiegarmi a gesti con Filippo, poi sottovoce: -Vai... poi mi racconti.-
Socchiusi le imposte e, nella penombra, ripresi a contemplare i morbidi declivi di Sonia.

Era prevedibile che molti sarebbero stati ingaggiati come comparse, per le scene in esterno della nuova produzione, ma faceva caldo ed io m’ero già perso per altre colline.

[24/04/2006]



Note dell'autore

 
 
 

I commenti

Mixio il 27 apr 09 21:07 ha commentato:

Interessantissimo esercizio dialetico. Perché non provi a farlo con un'avvenimento, descritto magari in una sola frase, che ti sollecita il tuo istinto di scrittrice. Ad esempio, a me mi è capitato di ascoltare un'uomo che aveva messo sotto con la macchina un cane. E ho provato a descrivere , con passione, la scena dolorosa di questo cane morente e degli astati, alcuni impotenti, altri indifferenti, fino a che la scena si è posta alla fine. Non è stato necessario descrivere cose raccapriccianti, ma solo il dolore che ne scaturiva. Prova a descrivere qualsiasi cosa che ti ha stuzziacato, vedrai che ne trarrai grandi cose.

MIXIO

brunouk il 27 apr 09 10:38 ha commentato:

Qualsiasi cosa che ricorda Leonardo Sciascia é benvenuto, ricordo di aver letto molti anni fa diversi racconti, poesie e romanzi, di questo grande scrittore, mi sembra,nello specifico dei "zii di sicilia" sia un insieme di tre racconti.
Un grande saluto Bruno

fanny il 27 apr 09 9:04 ha commentato:

ho letto il tuo breve racconto, forse troppo frettolosamente per non capirne il contenuto!
lo rileggerò più tardi, senza interruzioni, ANCHE SE SINCERAMENTE DEVO AMMETTERE CHE L'USO DELLE PAROLE è INTERESSANTE, deco solo comprendere il contenuto.
fannyforever